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Gli Itinerari naturalistici e di storia dell'arte elaborano per la prima volta un quadro informativo scientifico e interdisciplinare sulle ricchezze storico-artistiche, architettoniche, geologico-paesaggistiche del territorio carbinate. Ad esso si accompagna la descrizione dei caratteri enogastronomici tradizionali locali, espressione nobile della cultura contadina salentina.

La ricerca si fonda sulla lettura capillare di fonti documentarie dirette, la materia di cui si compone ogni monumento di arte e di natura, primo documento materiale di se stesso. E' impreziosita dalla documentazione fotografica e dall'analisi di fonti indirette (documenti di archivio pubblici e privati; fotografie e cartografie d'epoca, bibliografia).
Lungo il tracciato segnato dalla lettura storico-critica dei fenomeni culturali che hanno interessato questo territorio, viene indicato un percorso di metodo e operativo attraverso il quale, sinergicamente, far confluire le attività della ricerca pura con quelle dell'uso consapevole delle risorse culturali e naturali del territorio.

Con gli strumenti propri dell'architetto attento al dialogo interdisciplinare, questa ricerca pone il territorio di Carovigno al centro di un processo di conoscenza storico-critico-culturale, attraverso il quale narrare le antiche origini della città; educare le future generazioni al rispetto della natura, della storia, del genius loci. Infine e non da ultimo, promuovere, attraverso la conoscenza, una nuova opportunità di sviluppo economico sostenibile, ecologico, compatibile con l'ambiente naturale e marino, con i documenti di arte, di storia e di natura, per vivere in modo appropriato il territorio.

Attraverso opportuni strumenti di 'conoscenza' questo studio desidera contestualmente tutelare le biodiversità; rispettare il monumento architettonico, la testimonianza archeologica, il terreno agricolo, i paesaggi rurali e costieri; sperimentare un'economia a basso impatto ambientale, che in modo semplice, intelligente e compatibile con le esigenze dettate dagli habitat naturali, possa usare le sue potenzialità, senza alterarne i caratteri estetici, storici, naturalistici; riscoprire il fascino degli antichi tracciati della via Traiana e della via Francigena del sud, che intercetta il territorio carbinate a valle e a monte degli ultimi ripiani delle Murge Meridionali.

Per il tramite di questa metodologia, già indicata nella Dichiarazione sulla Conservazione integrata (Amsterdam, 1975) e ripresa dalla Convenzione europea del Paesaggio (Firenze, 2000), oggi si deve ricercare, volta per volta e caso per caso, il giusto punto di equilibrio fra natura e artificio, fra esigenze della storia ed esigenze della conservazione di un habitat naturale come di un'opera d'arte.

Così facendo, la ricerca promuove nuove forme di economia, preziose per la comunità locale, fondate sul turismo escursionistico culturale, sociale, religioso e compatibile, rispettoso dei luoghi che attraversa.
L'articolato processo gnoseologico, pertanto, approda alla definizione di tre itinerari (naturalistico-culturale, enogastronomico e di pellegrinaggio religioso-artistico) di differente carattere, sviluppo e difficoltà, lungo i quali scoprire le peculiarità storiche del territorio di Carovigno e intercettare le attività agricole ecocompatibili, anche attraverso forme di mobilità sostenibile (a piedi, a cavallo, in bicicletta, in barca a vela; cap. 6).

Il volume, corredato da una ricca bibliografia, è suddiviso in sei capitoli che illustrano le coordinate geografiche e storiche del paesaggio agrario e costruito di Carovigno, le specificità biologico-vegetazionali della selva e della marina, i diversi habitat, i prodotti della lavorazione della terra e della pesca in mare, le peculiarità storico-architettoniche proprie dei monumenti singoli e singolari, il fascino corale del rione medievale 'la terra', la maestosità degli ulivi millenari, i tesori naturalistici, i prodotti enogastronomici alla base della dieta mediterranea, la molteplicità dei servizi di ristorazione e ricezione, i tesori della Riserva statale marina e terrestre di Torre Guaceto. Si aggiunge un'utile elenco dei servizi di ristorazione e ricezione che il territorio di Carovigno oggi offre.

Esso è completato da due documenti allegati che nello specifico descrivono il servizio di assistenza online con il metodo del QRcode, riportato sulla segnaletica progettata e posta in opera sul territorio e la mappa cartografica dei tre itinerari (cap. 6).

A sua volta questo studio funge da lavoro propedeutico per la elaborazione di un ragionato progetto di restauro critico-conservativo sia della Villa Comunale 'Salvatore Morelli', sia del refettorio del complesso conventuale intitolato a Santa Maria del Soccorso: monumenti di natura e di arte locale, ubicati agli estremi opposti della città consolidata.

Carovigno. Itinerari naturalistici e di storia dell'arte nasce grazie alla collaborazione e al lavoro profuso da tante figure professionali che, a diverso titolo, hanno arricchito del proprio contributo la ricerca. L'autrice rivolge il più sincero e sentito ringraziamento all'Amministrazione Comunale e in modo particolare al Sindaco Cosimo Mele, al vicesindaco Annamaria Saponaro e all'Assessore Pasquale Melpignano per la fiducia conferitami e per aver condiviso la realizzazione di questo progetto fin dalle sue origini; agli studiosi Giuseppe Mastronuzzi, Leonardo Beccarisi, Giacomo Marzano, in merito allo sviluppo dei temi di ricerca; all'avvocato Nicola Pepe e alla dottoressa Maria Antonietta Greco per l'aiuto nella curatela della bibliografia; al signor Antonio Carlucci per le preziose referenze storico-fotografiche; ad Emanuele Epifani per l'aiuto offerto nel censimento delle attività agricole operative sul territorio. Il mio grazie è rivolto anche agli uffici comunali che a diverso titolo sono stati coinvolti nella realizzazione di questo lavoro.

Un ringraziamento particolare all'arch. Carmelo Difonzo, alla dottoressa Fulvia Rocco, per i suggerimenti e le indicazioni bibliografiche e di metodo offerte in fase di ricerca; agli archeologi della Soprintendenza Arcangelo Alessio e Assunta Cocchiaro per i suggerimenti e le indicazioni bibliografiche e di metodo offerti in fase di ricerca; all'archeologo prof. Donato Coppola per la condivisione dei contenuti delle sue pionieristiche ricerche, al Direttore della Riserva Naturale di Stato di Torre Guaceto Alessandro Ciccolella per il contributo pubblicato; al gruppo di lavoro degli uffici del GAL Alto Salento; alla Omniacity, che con professionalità e disponibilità ha curato l'editing informatico dei contenuti della ricerca, ivi presentata. Infine, con tanto amore a mia madre, che ha pazientemente corretto le bozze di questo lavoro.
A voi tutti il mio grazie

arch. Ilaria Pecoraro

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