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L'esperienza di conservazione della natura a Torre Guaceto iniziò formalmente, dopo anni di lotte ambientaliste (PRATESI 2002), nel 1981, con la dichiarazione d'importanza internazionale della zona umida da parte del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, per effetto della Convenzione di Ramsar. Successivamente il sistema delle tutele si estese: Torre Guaceto divenne Area Marina Protetta (AMP) (nel 1991), poi Sito di Importanza Comunitaria (SIC), Zona di Protezione Speciale (ZPS) e infine Riserva Naturale dello Stato (nel 2000). L'AMP e la Riserva Naturale sono gestite da un unico ente che è il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, composto dai comuni di Carovigno e Brindisi, e dall'Associazione WWF Italia. Il centro visite è ubicato in località Serranova ed è attrezzato per fornire ai visitatori diversi servizi, tra cui un itinerario museale allestito negli stessi locali.

La Riserva Naturale occupa una superficie di 1.110 ettari; essa ricade in parte nel territorio comunale di Brindisi, in parte in quello di Carovigno ed interessa un tratto di costa della lunghezza di circa 8 km. La strada statale litoranea 379 percorre la Riserva in senso longitudinale e la sezione in due parti, ciascuna delle quali manifesta caratteri propri e distintivi.
A sud della strada litoranea il paesaggio è di tipo agricolo, principalmente costituito da oliveti tradizionali (che ricoprono complessivamente il 22% della superficie dell'intera Riserva), oliveti intensivi (2%), frutteti specializzati (7%) e colture erbacee (45%) (BECCARISI et al. 2004). Gli habitat naturali sono molto frammentati e dispersi nella matrice agricola; in massima parte si tratta di aree a macchia mediterranea, come la Macchia di San Giovanni (fig. 2.55), e aree residue di pascolo (fig. 2.56), oggi purtroppo non più utilizzate per l'allevamento. Oliveti secolari e muretti a secco costituiscono habitat idonei per numerose specie di piante ed animali (CALABRESE et al. 2012; PERRINO et al. 2014), alcune anche piuttosto rare, come il muscari a fiori piccoli (Muscari parviflorum) (fig. 2.57) ed il geco di Kotschy (Cyrtopodion kotschyi) (fig. 2.58).

L'area di interesse naturalistico si estende a nord della strada litoranea ed è costituita da un mosaico di habitat strettamente costieri, sia di scogliera che di duna (fig. 2.59, fig. 2.60, fig. 2.61), ma anche da un bosco di lecci (Quercus ilex), macchie, garighe (fig. 2.62) ed un'ampia area umida. Quest'ultima ha un'estensione di 108 ha ed occupa una depressione che, da un lato, è separata dal mare dal sistema di dune e, dall'altro, penetra nell'entroterra in corrispondenza di incisioni carsiche poco profonde. Come altre aree umide dell'Italia Meridionale, a partire dagli anni '30 anche quella di Torre Guaceto è stata oggetto di bonifica (AGRIFANI 1985), condotta con gli obiettivi di sanificare l'area da un punto di vista igienico e di ricavare nuovi terreni da coltivare. Il risultato di tale bonifica è un denso canneto a cannuccia di palude (Phragmites australis) (fig. 2.63) in cui si sviluppa un fitto reticolo di canali artificiali che drena l'acqua che sgorga dalle numerose polle sorgive presenti. I diversi habitat dell'area umida differiscono principalmente per il grado di salinità dell'acqua e per la durata del periodo di inondazione. Oltre al canneto, che colonizza le aree con acque relativamente poco profonde e con salinità variabile, sono presenti alcuni specchi d'acqua piuttosto salata (principalmente localizzati a sud della torre), attorno ai quali si sviluppano giuncheti, costituiti da specie come il giunco pungente (Juncus acutus), il giunco marittimo (Juncus maritimus) e l'astro marino (Tripolium pannonicum) (fig. 2.64). I suoli salati e sabbiosi che tendono a prosciugarsi nel periodo estivo sono colonizzati da diversi tipi di comunità erbacee, tra cui quella a giunco nero (Schoenus nigricans) e a piantaggine crassulenta (Plantago crassifolia) (fig. 2.65). Sui suoli imbibiti d'acqua dolce in inverno ed asciutti in estate sono presenti comunità erbacee costituite da rare specie annuali di piccola taglia come la calamaria salentina (Isoëtes iapygia), la laurenzia di Gasparrini (Solenopsis laurentia) ed il centonchio minore (Anagallis minima) (fig. 2.66). Il margine orientale dell'area umida è percorso dal Canale Reale, il più lungo corso d'acqua della Puglia Meridionale, il quale riversa le sue acque direttamente nell'AMP. Nel 2008 è stato realizzato nell'entroterra un nuovo stagno (lo Stagno presso il Canale Reale) (fig. 2.67), avente la superficie di un ettaro, con lo scopo di rendere disponibile alla fauna acquatica (fig. 2.68) e migratrice un nuovo sito d'acqua dolce, risorsa rara nella Riserva Naturale.

Il canneto è frequentato da ciconiformi svernanti, come il tarabuso (Botaurus stellaris), l'airone cenerino (Ardea cinerea) e la garzetta (Egretta garzetta) (fig. 2.69), e migratori, come la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), l'airone rosso (Ardea purpurea) e la nitticora (Nicticorax nicticorax). Tra i rallidi nidificanti si menzionano la gallinella (Gallinula chloropus), il porciglione (Rallus aquaticus) e la folaga (Fulica atra) (fig. 2.70); tra quelli migratori si citano la schiribilla (Porzana parva) e il voltolino (Porzana porzana). Nel canneto sono numerosi i passeriformi come la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) ed il forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus). Alcune specie, come la rondine (Hirundo rustica) e lo storno (Sturnus vulgaris), utilizzano il canneto come dormitorio notturno, costituendo aggregazioni numerosissime. Le rondini sono abbondanti specialmente in primavera; lo storno, invece, giunge in Riserva generalmente in ottobre e si concentra in inverno con gruppi stimati di circa un milione e mezzo di esemplari. Tale eccezionale concentrazione di storni rende l'area umida di Torre Guaceto il più importante dormitorio salentino di questa specie. Il canneto è anche popolato da rettili, tra cui è importante la presenza della testuggine d’acqua (Emys orbicularis) e della natrice dal collare (Natrix natrix) (fig. 2.71).
Gli habitat con acque stagionali, anche quelli con elevate concentrazioni di sale, e le sponde dello Stagno presso il Canale Reale sono frequentati da limicoli, come il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) e l'avocetta (Recurvirostra avocetta) (fig. 2.72), e da passeriformi insettivori come la pispola (Anthus pratensis) e la cutrettola (Motacilla flava).

I terreni agricoli adiacenti all'area umida tendono ad allagarsi nei mesi più piovosi. Tali condizioni favoriscono la presenza di specie di uccelli come il mignattaio (Plegadis falcinellus), la pittima reale (Limosa limosa) e il combattente (Philomacus pugnax), che sono presenti in primavera, oppure come la pavoncella (Vanellus vanellus), il piviere dorato (Pluvialis squatarola) ed il chiurlo (Numenius arquata), che sono presenti in inverno.

L'AMP e la Riserva di Torre Guaceto costituiscono un'importante realtà territoriale che supporta la biodiversità e l'economia locale. La gestione condotta dal Consorzio in circa 15 anni di attività ha consentito di raggiungere risultati significativi. Gli interventi realizzati hanno determinato un aumento del numero di specie e di individui presenti, specialmente per ciò che riguarda l'avifauna migratrice (fig. 2.73). Diversi problemi ambientali che affliggevano questa porzione del comune di Carovigno e che minacciavano la conservazione degli habitat naturali sono stati risolti. Inoltre, Torre Guaceto è oggi meta per numerosi balneanti, escursionisti e naturalisti. In questi anni è sorta la Comunità Slow Food del cibo di Torre Guaceto, che comprende allevatori e caseificatori, pescatori, contadini, tutti attivi all'interno dell'area protetta. L'ente gestore ha ricevuto riconoscimenti per la qualità della gestione ambientale e dei servizi offerti, per la programmazione culturale e le iniziative dedicate alla promozione della pesca e dell'agricoltura locale. Relativamente all'anno 2014, si menzionano il primo posto nella classifica delle aree marine protette italiane, redatta dal Ministero dell'Ambiente sulla base della qualità della governance, il Certificato di Eccellenza Trip Advisor 2014, inerente la qualità dei servizi turistici, e l'inserimento nella Green List della IUCN, programma globale per individuare, supportare e valorizzare il contributo positivo delle aree protette alla conservazione della natura a lungo termine.

Leonardo Beccarisi , Giacomo Marzano

  • La Riserva Naturale di Torre Guaceto (L. B., G. M.)
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