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Il territorio di Carovigno confina a nord con quello di Ostuni e a sud con Brindisi. Dista circa 120 Km dall’attuale Albania e possiede una costa frastagliata, rocciosa e dunale, ricca di acque sorgive, importante fonte naturale di approvvigionamento idrico per le navi transitanti sottocosta. La relativa battigia manifesta bassi fondali, agevolmente raggiungibili con piccole imbarcazioni (fig. 3.1).
Non deve, pertanto, destare meraviglia se fin dall'epoca della prima colonizzazione cretese-micena nel Salento (II-I millennio a.C.) queste aree siano state facilmente raggiunte dai colonizzatori, tracciando ITINERARIA divenuti nel tempo le rotte consuete salentine, per mare e per terra; corsie preferenziali di diffusione delle idee e dei saperi (fig. 3.2).

La privilegiata posizione geografica di Carovigno ha consentito al suo territorio di subire il fascino di molteplici influssi culturali, in modo continuo e frequente. Non a caso, reperti archeologici marini d'imbarcazioni antiche, affondate in prossimità degli approdi di Torre Santa Sabina e di Torre Guaceto, giacciono sui fondali, testimoniando la significativa frequentazione del territorio carbinate, lungo i tremila anni di storia (CINQUEPALMI e COPPOLA 1998). A questi resti fa eco l'abbondante presenza di reperti archeologici rinvenuti in area agricola a seguito di campagne di scavo, oggetto di studi scientifici di rilevante importanza internazionale, sotto la guida del prof. Donato Coppola, della Soprintendenza archeologica della Puglia e della Facoltà in Beni culturali dell'Università del Salento (QUILICI e GIGLI, 1975; COPPOLA, 1978; COCCHIARO, 1994; AURIEMMA, 2004).

  • Itineraria Lungo le rotte dei pellegrini di Puglia
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