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Si cava nel territorio di questa terra una certa pietra bianca denominata 'gentile', simile alla leccese, ma alquanto più dura, della quale si serve la provincia per formare statue, colonne, sepolcri, mortai e altri diversi e nobili lavori, che fanno apparato di finissimo marmo (MARCIANO 1855).

La città di Carovigno narra la sua storia attraverso la materia prima con cui è stata edificata, nelle forme artistiche e nella tipologia di aggregazione volumetrica e urbana, che caratterizzano il rione Terra e quelli di espansione Sei-Ottocentesca.
Le superfici scialbate costituiscono un eccellente supporto narrativo, sul quale è impressa la memoria storica di questo centro fortificato. Nell'architettura carbinate l'ordine architettonico semplificato, ovvero 'gigante' o sgrammaticato, costituisce la morfosintassi linguistica principale, mentre la parete rappresenta lo sfondo di completamento in estradosso (fig. 4.10).
I caratteri formali, tecnico-materiali e cromatici dei trattamenti di superficie conferiscono al tessuto edilizio di base, nel suo insieme, una valenza culturale, storica, artistica, paesaggistica e architettonica di eccezionale pregio.
La conoscenza di questi caratteri, il rilevamento, l'osservazione d'insieme e di dettaglio di questi aspetti estetico-culturali, della valenza storica ed estetica dei beni architettonici e naturalistici nel territorio di Carovigno, da parte dei suoi cittadini, costituisce condizione propedeutica per consentire agli abitanti di riappropriarsi del proprio patrimonio architettonico, urbano e paesaggistico (BRANDI 1963).

Il riconoscimento delle istanze storiche ed estetiche in ogni monumento, attraverso la sua profonda indagine conoscitiva, potrà garantire nel futuro alla città di Carovigno l'osservanza di tutte quelle attività di restauro protese alla conservazione del patrimonio storico-architettonico che la connota. Al contrario, senza tale fondamentale processo sarà difficile, o impossibile, conservare e consegnare al futuro le testimonianze dell'arte, della storia e della natura.

I materiali dell’edilizia storica carovignese sono pochi, semplici e di facile reperimento:
1. la pietra calcarenitica, di ottima fattura, grana e colore, detta “pietra gentile”, estratta dalle cave locali;
2. la calce aerea ottenuta dal processo di cottura e spegnimento della pietra calcarenitica (carbonato di calcio allo stato quasi puro);
3. la terra setacciata ricavata dalla campagna (detta ‘uelu’);
4. la canna lacustre;
5. il coppo (PECORARO 2005).

Il sapiente uso di questi ingredienti, presi singolarmente oppure lavorati in maniera composita, ha dato origine ad organismi architettonici urbani e rurali, agli elementi che ne costituiscono l'ossatura portante (sistemi murari) e portata (sistemi di solaio e di copertura in legno, paglia e coppo; sistemi voltati in pietra, semplici e stellari) (fig. 4.11).
L'architettura in Carovigno è sempre stata di ottima qualità e i suoi artigiani, ottimi 'maestri di muro', eccellenti 'scalpellini' e produttori di 'calce viva'. La natura della pietra calcarenitico locale, cavata a ridosso del rione 'Terra', oppure sotto le stesse unità abitative (lo testimoniano le molteplici cisterne e cantine distribuite al di sotto delle unità edilizie) e cotta presso le 'carcare' (forni in pietra semi ipogei, a combustione lignea diretta, d'impianto circolare e diametro di circa 4-6 metri, ubicati in campagna o in aree periurbane); la produzione locale di ottima calce aerea (carbonato di calce, 'spento' in acqua per circa 36 mesi), da cui ricavare il prezioso 'latte di calce' (il 'grassello di calce' miscelato con abbondante quantità di acqua); l'estro e la fantasia nel 'voltare' i 'cieli a carrozza', a 'stella', a 'spigolo vivo', a 'squadro aperto' o a 'squadro chiuso', i sistemi voltati 'compositi stellari' (fig. 4.12): tutti questi elementi hanno segnato nel tempo le locali imprese edilizie, facendo del centro storico di Carovigno un esempio unico di borgo fortificato medievale e rinascimentale (PECORARO 2003).

Una scuola di eccellenti maestri lapicidi ha tramandato di generazione in generazione i segreti della lavorazione della pietra 'gentile', morbida nelle attività di estrazione e di prima lavorazione a piè d'opera, resistente alle intemperie, impermeabile e durissima da scalfire, se a lungo esposta agli agenti atmosferici.
Gli insegnamenti di questa scuola di scalpellini è oggi testimoniata dai capolavori di sculture a rilievo, visibili a ridosso dei portali, delle mensole, delle finestre, dei balconi, lungo i fregi delle abitazioni; nelle strutture architettoniche monumentali quali la Chiesa Matrice, le chiese del Carmine, del Soccorso, dell'Ospedale, di Sant'Anna oltre che nel magniloquente cantiere incompiuto della cripta della Chiesa Nova, nel castello e nei palazzi sei-settecenteschi, che corredano i rioni medievale e di Età Moderna (palazzi Cavallo, Del Prete, Magli, fig. 4.13a, fig. 4.13b, fig. 4.13c), unitamente alle soluzioni decorative policrome, proprie delle superfici di estradosso delle facciate Ottocentesche (fig. 4.14a, fig. 4.14b, fig. 4.14c) (PECORARO, SANTOPUOLI 2014).
Negli studi di storia dell'architettura locale si è spesso narrato delle opere d'arte scolpite dai migliori scalpellini del brindisino. Sono noti i nomi dei maestri Giuseppe Antelmi, Giuseppe Palma, Ferdinando Lotti, Crocifisso Valente e molti altri (FILOMENA 1987), attivi tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, tutti nativi di Carovigno.

Molto ancora si potrà studiare, in futuro, in merito alla produzione artistica in Età basso medievale e Moderna.
La pietra costituisce l'ossatura portante e portata delle sezioni murarie ampie (a secco e a sacco, rivestite da molteplici pennellate di latte di calce puro o pigmentato) e dei sistemi voltati compositi; al contempo i materiali semplici, economici e leggeri (paglia, canna, coppi e legno), componevano nelle strutture architettoniche più modeste, le soluzioni di copertura in ambiente sia urbano che rurale. Purtroppo, la deteriorabilità degli incannucciati non ha garantito la loro conservazione, se non nei casi in cui questi elementi sono stati protetti in estradosso dalle intemperie (fig. 4.15).
Un’architettura nobile, nella sua semplicità scatolare, è stata plasmata con materie prime semplici e facilmente rinvenibili in zona.

I mignani; le copertura a falda rivestite da coppi, le grondaie, le canaline di scolo dell'acqua, i mascheroni, i cornicioni, le caditoie, conferiscono al rione Terra e a quelli di espansione extra moenia un originale fascino estetico, variegato nelle soluzioni formali ma accomunato dal desiderio di offrire decoro e dignità a tutte le architetture storiche, nel seguito descritte (PECORARO 2005).

  • I materiali dell’edilizia storica
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